L'epicentro gastronomico dell'Umbria: la Valnerina


Epicentro gastronomico della verde Umbria, la Zona di Norcia e la Valnerina sono le zone in cui trionfano tradizioni indissolubilmente legate alla genuinità dei prodotti naturali: pregiati salumi, funghi porcini e tartufi dall'intenso profumo.


Costituisco infatti una vera e propria miniera di prelibatezze a cominciare dal famoso tartufo nero, per proseguire con deliziosi e delicati salumi tipici.


Non a caso il termine "norcino" è entrato nell'uso comune, fin dal Medioevo, per indicare gli artigiani che selezionano, salano ed insaccano a regola d'arte le carni di maiale.


I porcellini selvatici che si nutrono di ghiande nei boschi e nelle brughiere sono quasi scomparsi, sostituiti oggi dai maiali "industriali".


Tuttavia, nell'Alta Valle del Tevere, in Valnerina e intorno Norcia, Nocera Umbra e Gubbio, vengono ancora realizzati, secondo antiche ricette, il saporito prosciutto crudo di Norcia (nella duplice versione "tipico" e "antico"), la classica corallina, la salamella piegata a U e i mazzafegati (salsicce di fegato sia dolci che salate), apprezzati dai palati che amano i sapori decisi.

E ancora, i salumi di cinghiale e quelli di daino, da carni di animali che vengono allevati nella zona di Nocera, la mortadella umbra (originaria di Preci, simile alla mortadella di Campotosto), i budellacci (interiora di suino) affumicati, i salumi tartufati.


Altre specialità tradizionali sono la porchetta, che proprio dall'Umbria si è diffusa in tutta Italia centrale acquistando in seguito pieno diritto di cittadinanza soprattutto a Roma, i sanguinacci (budino di sangue di maiale noto un tempo come il "miaccetto") e la robba cotta (misto di parti povere del suino lessate con le spezie).



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